Senza dubbio uno dei principali fattori che rallentano la crescita nei vari team di lavoro nelle aziende e non solo, è la mancanza di una vera collaborazione fra le varie persone che lo compongono.

Si parla anche troppo di “fare gruppo” e di “spirito di squadra”, però facendo confusione sul reale significato fra gruppo e squadra: ne ho parlato più estesamente in questo articolo un po’ di tempo fa.

L’attività migliore per riuscire a portare le persone ad abbattere le proprie barriere e raggiungere un livello di consapevolezza funzionale allo sviluppo della collaborazione con i propri colleghi, è l’attività del Team Building.

Si svolgono Team Building in contesti vari e in modalità variegate, ma hanno tutte un unico comune denominatore: fare attività completamente al di fuori dei contesti operativi tradizionali, attraverso dei giochi.

Giocare costituisce infatti l’uscita vera e propria dalla zona di comfort dell’abitudinario del proprio lavoro, e porta così l’individuo in una zona dove tutti quelli che sono i condizionamenti e le influenze dell’ambiente lavorativo non esercitano nessuna influenza.

Il filosofo greco Eraclito diceva che: “L’uomo è più vicino a sé stesso quando raggiunge la serietà di un bambino che gioca”, e questo pensiero ci fa capire l’importanza di raggiungere uno stato funzionale per poter realizzare dei cambiamenti importanti.

 

Del resto, attraverso i giochi le attività cerebrali si intensificano, come dice il ricercatore americano Stuart Brown: il gioco dà forma al cervello, accende l’immaginazione e rinvigorisce l’anima.

Il gioco infatti fa parte di tutti i comportamenti animali e l’uomo, da animale qual è, certo non può fuggire a questa regola, nonostante tutti i condizionamenti e limiti che si impone attraverso modelli comportamentali indotti.

Attraverso il gioco riusciamo a capire come funziona il mondo e come funzionano le cose, impariamo a conoscere meglio noi stessi e gli altri.

Migliaia di anni fa, Platone diceva: “Puoi scoprire più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione”.

 

Fondamentalmente, il senso di questo porta ad una riflessione: che quello che determina maggiormente i nostri comportamenti ed i nostri risultati risiede nelle nostre emozioni, nel nostro inconscio, che attraverso le attività di gioco viene maggiormente allo scoperto.

Giocare fa bene. Attraverso di esso si trasformano:

  • Le relazioni fra le persone, che diventano più armoniose e soprattutto empatiche, attraverso maggior condivisione e cooperazione.
  • La salute delle persone, che diventano più felici, più ottimiste, più sane e vitali, attraverso lo sviluppo di autostima e intelligenza emotiva.
  • L’apprendimento e l’istruzione, come hanno dimostrato numerose ricerche che hanno evidenziato l’aumento delle capacità di problem solving, attraverso una maggior creatività, immaginazione e conseguente sviluppo cognitivo.
  • Infine, automaticamente si sviluppano il business e le aziende, in quanto numerosi studi e ricerche hanno dimostrato che approcci improntati al gioco nella gestione di gruppi di lavoro e di progetti, hanno generato notevoli aumenti di tassi di innovazione e di produttività, riducendo al contempo in maniera pressochè totale stress e assenteismo.

Pensa ai ricordi che hai: scommetto che molti di essi, soprattutto i più belli, sono memorie legate in qualche modo al gioco.

Un mondo senza gioco è difficile di immaginare: sarebbe un mondo senza giochi, senza libri, senza cinema, senza teatro, senza arte, senza umorismo, senza sesso, senza amore, senza ironia… Un bel posto di m@@@a, vero?

Tempo fa ho letto che un neuroscenziato italiano, Sergio Pellis, ha affermato che esiste una relazione diretta fra la grandezza del cervello e la propensione al gioco in tutti i mammiferi: più è grande il cervello e maggiore è la propensione al gioco.

Inoltre, è stato accertato che il gioco attivo stimola le connessioni neuronali del nostro cervello: in poche parole, il gioco ci rende più intelligenti.

Una della capacità del gioco è quella di portarci in quello che lo psicologo russo Csikszentmihalyi ha definito lo stato di “flusso”, ovvero il completo assorbimento e concentrazione completa con ciò che si sta facendo, andando ad ignorare totalmente tutto il resto.

Abituarsi a sperimentare abitualmente nel gioco questo stato, permette di riportarlo con successo in altre attività importanti: lo sport, l’apprendimento, l’arte e soprattutto il business.

Ricerche hanno dimostrato che un top manager in stato di flusso diventa 5 volte più produttivo rispetto al normale: produttività al 500%, ovvero ciò che fa in un solo giorno di lavoro, equivale ad una intera settimana lavorativa.

Pensa a quelle volte nelle quali hai provato anche tu una sensazione di profonda concentrazione su ciò che stavi facendo, ti sei immerso totalmente nella cosa, per poi arrivare a fine della giornata o del tuo tempo lavoro e stupirti per la grande quantità e qualità di cose che eri riuscito a compiere.

Ecco, magari inconsciamente, sei riuscito a sperimentare cosa significa essere “in flusso”.

Nei Team Building ogni attività viene progettata secondo le finalità utili allo sviluppo del team che ci si prefiggono, ed è sempre introdotta da una presentazione specifica e soprattutto seguita da un debriefing nel quale si vanno a evidenziare gli aspetti utili per il miglioramento personale e collettivo.

La finalità di queste attività infatti è quella di migliorare il team attraverso il miglioramento dei singoli componenti, passando dalla creazione della fiducia fra di essi.

Il tutto in una atmosfera libera da valutazioni e giudizi, dove le persone non avvertano il bisogno di controllare gli eventi della loro vita, cosa questa che rappresenta la più grande barriera alla fiducia ed all’apertura verso gli altri.

  • Ti piacerebbe ottenere un team di lavoro brillante e coeso, che sia in grado di collaborare fattivamente ed incrementare i propri risultati qualitativi e quantitativi?

  • Ti piacerebbe avere un clima aziendale improntato sulla efficace comunicazione interna, senza doverti più stressare nel seguire ossessivamente tutte le fasi del tuo processo di produzione?

  • Riesci a pensare a tutti i benefici che questo porterebbe per te e per la tua azienda, agli occhi dei clienti e del mercato?

Ho operato in realtà aziendali per quasi trenta anni, ottenendo sempre la massima coesione e collaborazione in tutti i team di lavoro dei quali ho fatto prima parte, e successivamente guidandoli al raggiungimento degli obiettivi.

Se vuoi ottenere questi benefici, basta che mi contatti: sono pronto ad aiutarti con tutte le attività ed il supporto necessari per raggiungere tutto questo.

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